Nelle esperienze che proponiamo in studio facciamo sempre (tranne qualche eccezione) riferimento alla coppia genitoriale.

Ma cosa si intende con coppia genitoriale?

La coppia genitoriale

La “coppia genitoriale” si riferisce alla relazione tra i genitori che condividono la responsabilità di crescere e prendersi cura dei propri figli. Questo legame, che può essere formato da due persone sposate, conviventi o anche genitori separati, è fondamentale per il benessere e lo sviluppo dei bambini. Una coppia genitoriale forte e unita offre stabilità, supporto emotivo e modelli di comportamento che influenzano positivamente la crescita dei figli.

Inoltre, la coppia genitoriale non riguarda solo l’aspetto pratico e logistico della cura dei figli, ma include anche l’aspetto relazionale: come i genitori si sostengono a vicenda emotivamente, prendono decisioni insieme e affrontano le difficoltà familiari.

Tradizionalmente la coppia genitoriale più che unita, era divisa: chi si occupava primariamente del bambino, in particolare neonato era la mamma, e la relazione tra lei e il bambino è diventata oggetto di numerosi studi (non posso non citare Bowlby e la Teoria dell’Attaccamento). Il papà era considerato per lo più marginale, esterno alla diade mamma-bambino. Il suo ruolo era di procacciatore di reddito e/o detentore del potere giudiziario: imponeva regole e punizioni a figli (e purtroppo a volte anche alle mogli).

A seguito dei cambiamenti sociali e dei movimenti femministi degli anni ’60 e ’70, sempre più si è messa in discussione la figura materna e il suo istinto come qualcosa di naturale e appartenente al genere femminile. La divisione di ruoli così netta all’interno della coppia genitoriale, per cui la donna era chiamata a badare ai figli e ai lavori domestici, mentre l’uomo a uscire a lavorare per procacciare il reddito per mantenere la famiglia, è entrata in crisi. Non è più considerata come qualcosa di biologicamente innato nel maschio e nella femmina. La cultura ha determinato il modo in cui la coppia genitoriale ha incarnato il ruolo del papà e della mamma.

La coppia genitoriale è diventato il soggetto che è chiamato a prendersi cura, ad accudire ed educare il frutto della loro unione.

Riscoprire il papà

Ed è così che l’uomo riscopre il proprio essere papà.

Le ultime ricerche (in particolare il gruppo guidato dal dott. A. Volta pediatra e neonatologo) hanno riscontrato nell’uomo la produzione degli stessi ormoni (ossitocina e prolattina) presenti nella donna e fondamentali durante la gravidanza, il parto e l’allattamento per stabilire una relazione accudente con l@ bambin@.

Ciò mette maschio e femmina nelle medesime condizioni neuroendocrine di partenza nel prendersi cura in modo efficace del/della proprio/a bambino/a. Insomma entrambi sono naturalmente predisposti (in questo momento storico) al diventare genitori.

Lasciare che i papà possano essere coinvolti fin dalla gravidanza, rendendoli per l’appunto co-genitore permette anche a loro di iniziare a creare un legame con il/la proprio/a figlio/a. Entrare in possesso di informazioni riguardanti il neonato, i possibili modi in cui prendersene cura, permette loro di iniziare a riflettere su quale è il loro modi di essere padri e di poter scegliere insieme alla mamma che genitori desiderano essere.

Forse non saranno loro ad allattare, ma sapranno cosa significa allattare per la propria compagna e saranno più preparati ai cambiamenti del corpo e ormonali che accompagnano il post parto. Un uomo che assume il ruolo di papà saprà che pannolini vanno comprati, che taglia di vestiario porta il proprio bimbo, che ciuccio prende, il tipo di latte artificiale e come prepararlo, la crema per il cambio… Quanto è bello sapere che cosa serve al proprio bimbo quando non si riesce a calmare? Quanta soddisfazione sentirsi un papà presente e funzionale per i bisogni della famiglia.

La Rivoluzione abbia inizio!

Prendere consapevolezza di avere la possibilità di esserci e di quanto la propria presenza possa essere necessaria alla mamma, porta a riscoprire la centralità della Coppia Genitoriale. Soprattutto in questo momento storico in cui i nonni sono meno disponibili e i servizi per l’infanzia inaccessibili.

Se davvero è così importante per il papà essere presente è importante richiedere a gran voce la possibilità di vivere come coppia l’accudimento e la cura delle relazioni nascenti con l’arrivo del/la proprio/a bimbo/a.

Che inizi allora la rivoluzione del maschile!

Vi aspettiamo papà, venite a trovarci con le mamme e i bimbi.