Dopo averlo nutrito esclusivamente di latte, arriva il momento di aggiungere altri alimenti alla dieta del proprio bambino, ovvero lo svezzamento.

Questo è il momento che segna l’inizio della fine della simbiosi mamma-bambino con tutte le sue ambivalenze e paure, non sempre comprese e sostenute.

Ma iniziamo dal principio…

Si parla ancora di svezzamento?

Sebbene nel linguaggio comune ancora i genitori continuino a chiamare “svezzamento” questo momento, Non c’è più l’idea di un momento in cui il bambino smette di mangiare il latte, per alimentarsi unicamente di cibo, le cosidette “pappe”. Si preferisce oggi parlare di Alimentazione Complementare: a parire dai 6 mesi il bambino inizierà ad affiancare al latte altri alimenti, fino a quando il cibo “dei grandi” non sostituirà totalmente il latte entro i 24 mesi (non è un caso che sia la stessa età a cui L’OMS di proseguire l’allattamento).

Cosa cambia se parliamo di alimentazione complementare? Il momento in cui il bambino inizia a mangiare cibo diverso dal latte non è più un passaggio esclusivo in cui si sostituisce un intero “pasto” fatto di latte con uno di altri alimenti, ma un processo di apprendimento. Il bambino a partire dalle competenze già acquisite da un punto di vista sensoriale, cognitivo e motorio:

  • Conosce il cibo e apprende le sue proprietà sensoriale: con le mani il bambino inizierà a toccare, schiacciare tra le dita, spargere sul piano del seggiolone, imparando a comprendere le diverse proprietà dei diversi cibi che gli vengono proposti come la consistenza, la temperatura, il colore e il gusto.
  • Impara i movimenti che hanno a che fare con l’alimentazione (la manipolazione, il movimento di portarlo alla bocca, la masticazione)

All’interno di un Contesto familiare e relazionale. Quest’ultimo rappresenta come in ogni apprendimento l’elemento indispensabile.

Prima di iniziare lo svezzamento

Per capire quando sia il momento di iniziare a far entrare nel mondo del bambino i cibi, bisogna prima provare a capire se il bambino sia pronto a livello cognitivo e strutturale. Come per la capacita si imparare a leggere e scrivere sono necessari dei prerequisiti, lo stesso vale per l’inizio dello svezzamento.

Ogni genitore deve pertanto chiedersi, o gli verrà chiesto dal pediatra:

  • Sta seduto in maniera stabile con un minimo appoggio?
  • Durante il momento dei pasti è incuriosito?
  • Ha perso il riflesso di estrusione?
  • Ha appreso la capacità di portarsi le mani alla bocca?

Tutto questo non prima dei 6 mesi, a meno di indicazioni diverse dal pediatra. 

Queste le indicazioni tecniche, ma è importante impostare anche una “pedagogia al momento dei pasti”. Chi ben comincia è a metà dell’opera, dice il proverpio: è importante che i genitori si chiedano “Come immaginiamo il momento dei pasti in famiglia?”. Nella nostra cultura il momento del pasto è spesso un momento di condivisione. Perchè non iniziare già così allora? 

Lo svezzamento si inserisce infatti in una relazione già presente in cui mamma e papà hanno già imparato a riconoscere:

  • i segnali di fame e sazietà
  • Il tipo di personalità (un bambino sensoriale, motorio, ad alto contatto..)
  • Il bambino come attore nella relazione e nel processo di crescita.

Prima dei 6 mesi si può provare a permettete al bambino di osservare il momento dei pasti da una sdraietta, o seduto sulle vostre gambe. In questo modo succederanno già un sacco di cose nel suo cervello grazie all’attivazione dei neuroni a specchio: aprirà la bocca quando lo farete voi, vi vedrà aprire la bocca all’arrivo della posata e imparerà lo stesso movimento.. Se richiede di “mangiare”, nulla vi vieta di fargli assaggiare con la punta del dito ciò che avete nel piatto dai 5 mesi.

Prima di iniziare a capire come funziona nella pratica provo a riassumere quanto detto finora:

  • Non parliamo più di svezzamento, ma di alimentazione complementare
  • Non è necessario togliere il latte ai 6 mesi per sostituirlo immediatamente con altri alimenti
  • L’importanza del contesto relazionale.

Iniziamo!

“Svezzamento Classico” o “Autosvezzamento”?

In base a cosa scelgono di solito i genitori:

  • I consigli del Pediatra
  • Le paure dei genitori (avrà mangiato abbastanza? E se si strozza?)
  • Le preferenze del bambino

A prescindere dalla scelta che ogni famiglia farà, ciò che può essere considerato come essenziale laddove possibile è:

  • Dare al bambino la possibilità di esplorare il cibo (schiacciare, afferrare, stringere, assaggiare)
  • Iniziare con un’alimentazione sana (fa bene a tutta la famiglia)
  • Renderlo partecipe e protagonista del processo (No distrazioni o infilare il cucchiaino “a Tradimento)
  • Osservare le sue reazioni e predisposizione a ciò che proponete (cucchiaino o pezzi di cibo con taglio sicuro)
  • Educare fin da subito al rapporto con il cibo.
  • Rispettare la sensazione di sazietà o non fame (Non obbligare a mangiare)
  • Tutti insieme a tavola: il momento di mangiare coincide con il nutrimento anche affettivo. Il momento relazionale unico e speciale dell’allattamento, prosegue a tavola, allargandolo a tutti i membri della famiglia, permettendo al bambino di proseguire nella sua crescita e imparando cosa significhi “stare a tavola”.

E quindi il cellulare? 

Usato spesso come strumento di distrazione per imboccare il bambino quasi “a tradimento” è in realtà nemico della tavola e di tutti i benefici che hanno a che fare con il mangiare e l’imparare a farlo bene e da soli.

Cosa può andare storto?

Sporco ovunque!

All’inizio del percorso è assolutamente normale! Il bambino non conosce gli alimenti e non sa cosa può succedere manipolandoli.

Come fare?

  • Giornali o teli per terra
  • In estate a petto nudo e di’inverno bavaglino con maniche
  • Straccetto sempre a portata di mano

Rifiuta il cibo!

Alcuni bimbi sono più diffidenti rispetto ad altri nell’accettare i cambiamenti.

Oppure preferiscono cibi con determinate caratteristiche sensoriali.

Come fare?

  • Riproporre nuovamente l’alimento, magari presentato diversamente
  • Evitare di limitarsi unicamente a ciò che ha destato il suo interesse: se non sperimenta ora, quando?
  • Siate sereni, non sta rifiutando voi.

Butta tutto per terra!

Il momento in cui impara a stare seduto coincide con la scoperta della manipolazione e della forza di gravità. Il bambino pertanto continuerà a sperimentare, anche e soprattutto da seggiolone. Questa posizione infatti è la postazione più alta in cui può mettere in atto i suoi giochi di caduta.

Come fare?

Non intervenite.

Una volta appresa questa caratteristica del mondo in genere il bambino abbandona l’attività. Se non avviene è perchè ha avuto qualche vantaggio secondario (Ed ottenuto reazioni dagli adulti più o meno entusiastiche.

Conclusioni

Prendetevi il vostro tempo

Mantenete la relazione affettiva dell’allattamento

Puntate alla consapevolezza e all’autonomia

Il “Diversamente” Galateo dello svezzamento

  • Mangiate con le mani
  • Giocate con il cibo
  • Buttata il cibo attorno a voi, anche per terra
  • Per essere eleganti sporcatevi bene, in particolare la faccia
  • Create nuove pettinature trendy con il sugo della pasta
  • Prendete il cibo dal piatto altrui
  • Se non avete più fame, fate una smorfia sdegnata da veri signori
  • Se volete altro cibo gridate o spalancate la bocca per ottenerlo
  • è obbligatorio divertirsi

Tratto da “Lo svezzamento è vostro: Manuale pratico di autosvezzamento” di Pediatra Carla